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APPROVAZIONE DELLE TARIFFE
Il consiglio comunale deve approvare le tariffe del tributo entro il termine fissato da norme statali per l'approvazione del bilancio di previsione, in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani, redatto dal soggetto che svolge il servizio stesso ed approvato dall'autorità competente. Il comma 381 (art. 1) della legge di stabilità 2013 dispone che per l'anno 2013 il termine per la deliberazione del bilancio di previsione degli enti è differito al 30 giugno 2013.
La legge ha previsto la possibilità di ritoccare le tariffe ed i tributi entro il 30 settembre se la misura è indispensabile a salvaguardare gli equilibri di bilancio

PIANO FINANZIARIO

L'ente locale determina la tariffa sulla base del piano finanziario.

L'art. 8 del DPR 158/99 stabilisce che ai fini della determinazione della tariffa ai sensi dell'art. 49, comma 8, del decreto legislativo n. 22 del 1997, il soggetto gestore del ciclo dei rifiuti urbani di cui all'art. 23 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni e integrazioni, ovvero i singoli comuni, approvano il piano finanziario degli interventi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani, tenuto conto della forma di gestione del servizio prescelta tra quelle previste dall'ordinamento"

Il piano finanziario deve prevedere e contenere:
a) il programma degli interventi necessari;
b) il piano finanziario degli investimenti;
c) la specifica dei beni, delle strutture e dei servizi disponibili, nonché il ricorso eventuale all'utilizzo di beni e strutture di terzi, o all'affidamento di servizi a terzi;
d) le risorse finanziarie necessarie;
e) relazione nella quale sono indicati i seguenti elementi:
e1) il modello gestionale ed organizzativo;
e2) i livelli di qualità del servizio ai quali deve essere commisurata la tariffa;
e3) la ricognizione degli impianti esistenti;
e4) con riferimento al piano dell'anno precedente, l'indicazione degli scostamenti che si siano
eventualmente verificati e le relative motivazioni.

Riepilogo fasi per l'elaborazione del piano finanziario
ai fini della determinazione delle tariffe:
- Individuazione e suddivisione dei costi di servizio;
- Suddivisione tra costi fissi e costi variabili;
- Attribuzione dei costi fissi e costi variabili tra utenze domestiche e non domestiche; vari metodi possibili, purchè "razionali": in base agli importi dell'ultimo ruolo, alle superfici iscritte a ruolo, al numero delle utenze, alla misurazione puntuale della raccolta, ecc.;
- Determinazione dei coefficienti kc e kd tra i minimi e massimi previsti dal D.P.R. DPR 158/99;
- Calcolo delle tariffe per singola utenza.

Il piano finanziario è predisposto dall'ente gestore del servizio.

Il piano finanziario deve essere approvato dal consiglio comunale (o dall'equivalente organo consortile) prima delle tariffe.

Il piano finanziario deve esser reso pubblico all'albo pretorio per 15 gg consecutivi (art. 124 TUEL) e deve esser trasmesso all'osservatorio nazionale dei rifiuti.

 

FASE 2: RIPARTIZIONE DEI COSTI FISSI E VARIABILI TRA LE UTENZE DOMESTICHE E NON DOMESTICHE

CALCOLO TARIFFE

FASE 1: RISPETTO DELL'EQUIVALENZA

La tariffa di riferimento rappresenta l'insieme dei criteri e delle condizioni che devono essere rispettati per la determinazione della tariffa da parte degli enti locali e deve coprire tutti i costi afferenti al servizio di gestione dei rifiuti urbani e deve rispettare la equivalenza:

 

ΣTn = (CG + CC)n-1 (1 + IPn - Xn) + CKn


∑Tn: TOTALE ENTRATE TARIFFARIE

CG: COSTI DI GESTIONE DELL'ANNO PRECEDENTE
CC: COSTI COMUNI DELL'ANNO PRECEDENTE
IPn: INFLAZIONE PROGRAMMATA PER L'ANNO
Xn: RECUPERO DI PRODUTTIVITA' PER L'ANNO
CKn: COSTI D'USO DEL CAPITALE PER L'ANNO


 

FASE 2: INDIVIDUAZIONE E CLASSIFICAZIONE DEI COSTI

COMPONENTI DI COSTO DELLA TARIFFA

 

CG: COSTI DI GESTIONE DELL'ANNO PRECEDENTE
I costi operativi di gestione fanno riferimento alle voci di bilancio di cui alle prescrizioni del decreto legislativo 9 aprile 1991, n. 127, per le seguenti categorie:
B6 - Costi per materie di consumo e merci (al netto di resi, abbuoni e sconti)
B7 - Costi per servizi
B8 - Costi per godimento di beni di terzi
B9 - Costo del personale
B11 - Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci
B12 - Accantonamento per rischi, nella misura massima ammessa dalle leggi e prassi fiscali
B13 - Altri accantonamenti
B14 - Oneri diversi di gestione.

A) CG INDIFFERENZIATA
A1) CSL (c. spazzamento e lavaggio strade)
A2) CRT (c. di raccolta e trasporto)

A3) CTS (c. di trattamento e smaltimento)
A4) AC (altri costi)

B) CG DIFFERENZIATA
B1) CRD (c. di raccolta differenziata)
B2) CTR (c. di trattamento e riciclo)

CC: COSTI COMUNI DELL'ANNO PRECEDENTE

1) CARC - Costi Amministrativi dell'Accertamento, della Riscossione e del Contenzioso
2) CGG - Costi generali di gestione
3) CCD - Costi comuni diversi

CKn: COSTI D'USO DEL CAPITALE PER L'ANNO

COSTI D' USO DEL CAPITALE PER L'ANNO
1) AMMORTAMENTI (Amm)
2) ACCANTONAMENTI (Acc)
3) REMUNERAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO (R)

Rn = (Ts + 2%) x (KNn-1 + In)


 

FASE 3: Suddivisione della tariffa in parte fissa e parte variabile

La tariffa è composta:
- da una parte fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e dai relativi ammortamenti, e
- da una parte variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all'entità dei costi di gestione.

 

CT = ΣCF + ΣCV


COSTI FISSI (CF)

 

CF = CSL + AC + CARC + CGG + CCD + CKn
CSL (c. spazzamento e lavaggio strade)
CARC - Costi Amministrativi dell'Accertamento, della Riscossione e del Contenzioso
CGG - Costi generali di gestione
CCD - Costi comuni diversi
AC (altri costi)
CK: COSTI D'USO DEL CAPITALE

 

COSTI VARIABILI (CV)

CV = CRT + CTS + CRD + CTR
CRT (c. di raccolta e trasporto)
CTS (c. di trattamento e smaltimento)
CRD (c. di raccolta differenziata)
CTR (c. di trattamento e riciclo)

 

 

FASE 4: RIPARTIZIONE DEI COSTI FISSI E VARIABILI TRA LE UTENZE DOMESTICHE E NON DOMESTICHE

La tariffa, come sopra determinata, è articolata:
a) nelle fasce di utenza domestica e non domestica. L'ente locale ripartisce tra le categorie di utenza domestica e non domestica l'insieme dei costi da coprire attraverso la tariffa secondo criteri razionali;
b) a livello territoriale, con riferimento alle caratteristiche delle diverse zone del territorio comunale, ed in particolare alla loro destinazione a livello di pianificazione urbanistica e territoriale, alla densità abitativa, alla frequenza e qualità dei servizi da fornire, secondo modalità stabilite dal comune.

A Individuazione quota di produzione:
Preliminarmente è necessario individuare la quantità di rifiuti prodotta dalle utenze. I metodi applicabili sono i seguenti:
A1) metodi per coefficienti di produttività
A2) Superficie da Ruolo ultimo anno TARSU;
A3) Gettito derivante per tipologia di utenza dall'ultimo Ruolo TARSU

Il metodo piu' completo è il primo, mentre gli altri due sono metodi alternativi. In base al METODO PER COEFFICIENTI DI PRODUTTIVITA' si procede come di seguito indicato:

A1.a) determinazione della quantità di rifiuti attribuibile alle utenze domestiche
Per individuare la quantità di rifiuti prodotta dalle utenze, si procede con l'individuazione della quota attribuibile alle utenze non domestiche (Qnd), e per differenza si arriva a determinare la quantità di rifiuti prodotta dalle utenze domestiche (Qd = QT - Qnd). La QT è rilevabile dal MUD.
Per determinare le quote di produzione, si moltiplica il coefficiente kd (che rappresenta il coefficiente di produzione) per la superficie totale imponibile, tenendo conto delle diverse quote, presunte, attribuibili a ciascun tipologia di attività produttiva.
Determinazione quota di produzione utenze non domestiche: Qnd = ∑Kd (ap) x Stot (ap)
es. : kd uffici x Stot uffici + kd negozi x Stot negozi + ......

A1.b) Determinazione della quantità di rifiuti attribuibile alle utenze non domestiche
Dopo aver determinato la quota di produzione delle utenze non domestiche, si procede per differenza a determinare la quantità di rifiuti prodotta dalle utenze domestiche: Qd=QT-Qnd
B. Ripartizione dei costi fissi e variabili tra le utenze domestiche e non domestiche
Determinazione costi fissi e costi variabili delle utenze domestiche e delle utenze non domestiche

B1. Determinazione costi fissi e costi variabili delle utenze domestiche

CF UTENZE DOMESTICHE

Ctdf = CF x QTd / QT

 

CV UTENZE DOMESTICHE

Ctdv = CV x QTd / QT


B2. Determinazione costi fissi e costi variabili delle utenze non domestiche

CF UTENZE NON DOMESTICHE

Ctndf = CF x QTnd / QT

 

CV UTENZE NON DOMESTICHE

Ctndv = CV x QTnd / QT


Dopo aver individuato i CF(Ctdf e Ctndf ) e CV(Ctdv e Ctndv) relativi alle utenze domestiche e non domestiche, si procede alla determinazione della Parte Fissa e della Parte Variabile della Tariffa per ognuna delle due macro-categorie

FASE 5.A. DETERMINAZIONE DELLA TARIFFA UTENZE DOMESTICHE

 

UTENZE DOMESTICHE
QUOTA FISSA


La quota fissa da attribuire alla singola utenza domestica viene determinata secondo quanto specificato nel punto 4.1 dell'allegato 1 al DPR 158/99, in modo da privilegiare i nuclei familiari più numerosi e le minori dimensioni dei locali

 

TAB 1A: coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze domestiche nei comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti

TAB 1B: coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze domestiche nei comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti

Coeff Ka: coefficienti di adattamento per superficie e numero di componenti il nucleo familiare

 

 

La quota fissa (TFd(n,S)) attribuibile ad ogni singola utenza viene determinata dal prodotto della quota unitaria (Qdf), corretta da un coefficiente di adattamento (Ka) per la superficie dell'utenza (S)

QUOTA FISSA TFd(n,S)= QdFxSxKa(n)
TFd (n,S): quota fissa per u.d. con n componenti del nucleo familiare e una superficie pari a S

n: numero componenti nucleo familiare
S: superficie dell'immobile
Qdf: quota unitaria (€/mq) determinata dal rapporto tra i costi fissi dell u.d. e la superficie totale delle abitazioni occupate dalle u.d., moltiplicato per il coefficiente Ka
Qdf= Ctdf / ∑Stot(n) x Ka(n)

 

UTENZE DOMESTICHE QUOTA VARIABILE

La parte variabile della tariffa è rapportata alla quantità di rifiuti indifferenziati e differenziati, specificata per kg, prodotta da ciascuna utenza. Gli enti locali che non abbiano validamente sperimentato tecniche di calibratura individuale degli apporti possono applicare un sistema presuntivo, prendendo a riferimento la produzione media comunale procapite, desumibile da tabelle che saranno predisposte annualmente sulla base dei dati elaborati dalla Sezione nazionale del Catasto dei rifiuti.
La quota variabile della tariffa relativa alla singola utenza viene determinata applicando un coefficiente di adattamento


TAB 2: coefficienti per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze domestiche


Coeff Kb: coefficiente proporzionale di produttività per numero di componenti del nucleo familiare

 

La quota variabile (TVd(n)) attribuibile ad ogni singola utenza viene determinata dal prodotto della quota unitaria (QdV), corretta da un coefficiente di adattamento (Kb) per il costo unitario (Cu) determinato dal rapporto tra i costi variabili attribuibili alle utenze domestiche e la quantità totale di rifiuti prodotti dalle utenze domestiche


QUOTA VARIABILE TVd(n) = QdV x Kb(n) x Cu
TVd(n) : quota variabile per u.d. con n componenti del nucleo familiare
n: numero componenti nucleo familiare
Cu: CVd / QTd
Qdv: quota unitaria determinata dal rapporto tra quantità totale di rifiuti prodotta dalle u.d. e il numero totale delle u.d., moltiplicato per il coefficiente Kb
QdV= QTd / ∑ N(n) x Kb(n)
QTd : quantità totale dei rifiuti prodotti dalle u.d.
N(n): numero totale delle utenze domestiche con n componenti del nucleo familiare
es:QdV=Qd/(N1 xKb1+N2 xKb2+N3 xKb3+N4 xKb4+N5 xKb5+N6 xKb 6)

 

ESEMPIO DETERMINAZIONE QUOTA FISSA TARIFFA UTENZA DOMESTICA

Supponiamo di determinare la quota fissa della tariffa dell'aggregato utenze domestiche nuclei familiari composti da 1 unità:
1) comune superiore a 5000 abitanti del SUD ;
2) componenti nucleo familiare = 1;
3) superficie occupata dai componenti con nucleo familiare = 1 è di 6000 mq
3) Qdf=1 euro a mq (Qdf: quota unitaria (€/mq) determinata dal rapporto tra i costi fissi dell u.d. e la superficie totale delle abitazioni occupate dalle u.d., moltiplicato per il coefficiente Ka Qdf= Ctdf / ∑Stot(n) x Ka(n));

riferimento TAB 1A del DPR 158/99 relativa a "Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze domestiche (Comuni con popolazione > 5.000 abitanti )" che nel comune ipotizzato del SUD italia per i nuclei familiari composti da 1 unità il coefficiente Ka è = 0,81
L'aggregato utenze domestiche quota fissa per nucleo familiare di 1 componente è il seguente:
TFd (1, 6000 mq)= 1*6000,00*0,81 = 4.860,00 euro

Qualora volessimo determinare la quota fissa per la singola utenza domestica nucleo familiare composto da n. 1 unità e un'abitazione della superficie di mq 220 si avrebbe:
TFd(1)= 1*220*0,81=178,20 (La quota fissa (TFd(n,S)) attribuibile ad ogni singola utenza viene determinata dal prodotto della quota unitaria (Qdf), corretta da un coefficiente di adattamento (Ka) per la superficie dell'utenza (S))

ESEMPIO DETERMINAZIONE QUOTA VARIABILE TARIFFA UTENZA DOMESTICA

Riprendiamo l'esempio precedente e supponiamo di determinare la quota variabile della tariffa relativamente alle utenze domestiche nuclei familiari composti da 1 unità:
1) componenti nucleo familiare 1 ;
2) QTd: 800.000 Kg;
3) CVtot=100.000,00 euro;
4) Qdv= 500 Kq/anno

riferimento TAB 2 del DPR 158/99 relativa "Coefficienti per l'attribuzione della parte variabile della tariffa
alle utenze domestiche" tenendo conto che Gli enti locali che non abbiano validamente sperimentato tecniche di calibratura individuale degli apporti possono applicare un sistema presuntivo, prendendo a riferimento la
produzione media comunale procapite, pertanto nel caso ipotizzato per i nuclei familiari composti da 1 unità il coefficiente Kb è = 0,8
Utenze domestiche quota variabile per nucleo familiare di 1 componente è il seguente:
Cu=100.000/800.000=
0,125 euro/Kg
TVd(1)=500*0,8*0,125= 50 euro

ESEMPIO CALCOLO TOTALE TARIFFA - TARES-

Riprendiamo l'esempio precedente e supponiamo di determinare la tariffa della segeunte utenza domestica :
1) componenti nucleo familiare 1 ;
2) mq 220;
3) Qdf=1 euro a mq ;
4) maggiorazione applicata dal comune: 0,30 mq;
5) tributo provinciale= 5%

TFd(1)= 1*220*0,81=178,20 euro
TVd(1)=500*0,8*0,125= 50 euro
Ttot(1)=TFd(1)+TVd(1)=178,20+50=228,20

TARES= 228,20 + (0,30*220) + (5%+228,20)

FASE 5.B. DETERMINAZIONE DELLA TARIFFA UTENZE NON DOMESTICHE

 

UTENZE NON DOMESTICHE QUOTA FISSA

 

TAB 3.A: Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche nei comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti

TAB 3.B: Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche nei comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti


Kc Coefficiente potenziale produzione


 

 

La parte fissa della tariffa è attribuita alla singola utenza sulla base di un coefficiente relativo alla potenziale produzione di rifiuti connessa alla tipologia di attività per unità di superficie assoggettabile a tariffa e determinato dal comune nell'ambito degli intervalli indicati nel punto 4.3 dell'allegato 1 al presente decreto.

QUOTA FISSA TFnd (nd,S) = QndF x S x Kc(nd)
TFnd (nd,S): quota fissa per u.n.d. per tipologia di attività produttiva e una superficie pari a S
nd: tipologia di attività
S: superficie dell'immobile.
Qndf: quota unitaria (€/mq) determinata dal rapporto tra i costi fissi delle u.n.d. e la superficie totale degli immobili occupati dalle u.n.d., moltiplicato per il coefficiente Kc
Qndf= Ctndf / ∑Stot(nd) x Kc(nd)

 

UTENZE NON DOMESTICHE QUOTA VARIABILE

 

AB 4.A: Interventi di produzione kg/m 2 anno per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche nei comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti


TAB 4.B: Intervalli di produzione kg/m 2 anno per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche nei comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti


Kd: Coefficiente di produzione kg/m 2 anno

Per l'attribuzione della parte variabile della tariffa gli enti locali organizzano e strutturano sistemi di misurazione delle quantità di rifiuti effettivamente conferiti dalle singole utenze. Gli enti locali non ancora organizzati applicano un sistema presuntivo, prendendo a riferimento per singola tipologia di attività la produzione annua per mq ritenuta congrua nell'ambito degli intervalli indicati nel punto 4.4 dell'allegato 1.


TVnd(nd,S) = Cu x S x Kd(nd)
TVnd(n) : quota variabile per u.n.d. per tipologia di attività
n: numero componenti nucleo familiare
Cu: Ctndv/Qnd

 

 

ESEMPIO DETERMINAZIONE QUOTA FISSA TARIFFA UTENZA NON DOMESTICA

Supponiamo di determinare la quota fissa della tariffa dell'aggregato utenze non domestiche - attività economica bar - :
1) comune superiore a 5000 abitanti del SUD ;
2) Tot superficie occupata dai bar = 1000 mq
3) Qndf=0,5 euro a mq (quota unitaria (€/mq) determinata dal rapporto tra i costi fissi delle u.n.d. e la superficie totale degli immobili occupati dalle u.n.d., moltiplicato per il coefficiente Kc; Qndf= Ctndf / ∑Stot(nd) x Kc(nd));

riferimento TAB 3A del DPR 158/99 relativa a "Coefficienti per l'attribuzione della parte fusa della tariffa alle utenze non domestiche - Attivita' per comuni Kc Coefficiente potenziale produzione > 5.000 abitanti" che nel comune ipotizzato del SUD italia per i bar il coefficiente Kc è = 2,56
L'aggregato utenze non domestiche - bar - quota fissa è il seguente:
TFnd(bar,1000)= 0,5*1000*2,56=1280,00 euro

Qualora volessimo determinare la quota fissa per la singola utenza bar
La tariffa al mq (bar): TFnd(bar,1000)/Stot=1280,00euro/1000=1,28 euro/mq

 

ESEMPIO DETERMINAZIONE QUOTA VARIABILE TARIFFA UTENZA NON DOMESTICA

Riprendiamo l'esempio precedente e supponiamo di determinare la quota variabile della tariffa relativamente alle utenze non domestiche - attività economica bar -:
1) comune superiore a 5000 abitanti del SUD ;
2) QTnd: 200.000 Kg;
3) Ctndv=20.000,00 euro;
4) S= 100 mq

riferimento TAB 4A del DPR 158/99 relativa "Intervalli di produzione kg/m2 anno per l'attribuzione della parte
variabile della tariffa alle utenze non domestiche - Attivita' per comuni Kc Coefficiente potenziale produzione > 5.000 abitanti" tenendo conto che Per l'attribuzione della parte variabile della tariffa gli enti locali organizzano e strutturano sistemi di misurazione delle quantita' di rifiuti effettivamente conferiti dalle singole utenze. Gli enti locali non ancora organizzati applicano un sistema presuntivo, prendendo a riferimento per singola tipologia di
attivita' la produzione annua per mq ritenuta congrua nell'ambito degli intervalli indicati nel punto 4.4 dell'allegato 1., pertanto nel caso ipotizzato per i bar il coefficiente Kc è = 22,50
Utenze non domestiche quota variabile per attività economica bar di mq 100 è il seguente:
Cu=20.000,00/200.000,00=
0,10 euro/Kg
TVnd(bar,100)=0,10*100*22,50= 225,00 euro

ESEMPIO CALCOLO TOTALE TARIFFA - TARES-

Riprendiamo l'esempio precedente e supponiamo di determinare la tariffa della segeunte utenza non domestica :
1) bar ;
2) mq 100;
3) Qndf (bar)=0,5 euro a mq ;
4) maggiorazione applicata dal comune: 0,30 mq;
5) tributo provinciale= 5%

TFnd(bar,100mq)= 0,5*100*2,56=128,00 euro

TVnd(bar,100mq)=0,10*100*22,50= 225,00 euro

Ttot(bar,100mq)=TFnd(bar,100mq)+TVnd(bar,100mq)=128+225=353,00

TARES= 353,00 + (0,30*100) + (5%+353,00)


 

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